L'ora del lupo
Gabriele Massaro
Atelier am Eck, Düsseldorf
13 07 - 23 07 2024
Opening 13 07, h 19
L'ora del lupo: il titolo fa riferimento al celebre film di Ingmar Bergmann. La pellicola mette in scena, attraverso elementi del cinema surreale e horror, lo psicogramma di un artista ritiratosi con la moglie su un'isola dove viene perseguitato da visioni e immagini del suo passato. I protagonisti si svegliano tra le due e le quattro del mattino e angosciati dalle visioni non riescono più a dormire. Questa è la cosiddetta ora del lupo. Le opere di Gabriele Massaro affasciano grazie ai loro diversi approcci alla complessità del tema della pittura. Esiste un'area che lui stesso definisce attività giornaliera dell'artista/pittore, ovvero il lavoro quotidiano: schizzi, esperimenti, studi, idee, capricci notturni e diurni. Realizzati su una semplice carta da imballaggio con una sorta di processo spontaneo, questi appaiono aperti, vivaci e senza pretese. Massaro unisce il suo talento per il disegno alla sua immaginazione rappresentando creature mitiche, cupe visioni di morte, infernali e notturne e studi naturalistici in un'estasi barocca. Massaro affronta anche il tema della connessione tra pittura e spazio reale che prende avvio proprio dai suoi schizzi. L’osservatore viene coinvolto attivamente e spinto ad aggiungere elementi, a completare l’immagine. In parte simili a scenografie, come stencil le serie di motivi vengono collocati uno dopo l'altro per risultare però inaspettatamente rimosse. Non forniscono uno spazio concreto; piuttosto, lo spazio pittorico è quello che deve essere riempito dallo spettatore attraverso intuizione e fantasia. Durante la sua residenza a Düsseldorf, Massaro si è confrontato intensamente con l'ambiente circostante. Nei pressi del suo atelier si trova il cimitero di Golzheim, con numerose tombe e cimeli del passato di Düsseldorf, dove riposano Von Schadow e altre importanti personalità artistiche della città. In particolare, le opere che si trovano lì e nell'Hofgarten lo hanno ispirato a catturare sulla tela un mondo pittorico che va al di là della mera riproduzione profana; sono, invece, memento mori trasferiti nella pittura contemporanea. Le serie di motivi realizzate in residenza, molto diverse tra di loro, rimandano all'idea di Massaro della pittura come complessità. L’artista, infatti, non si limita a trattare un fenomeno singolare o un ambito circoscritto di motivi; le sue opere analizzano le infinite possibilità della pittura stessa: con la speranza di non essere divorati dai lupi.
Die Stunde des Wolfes: Der Titel nimmt Bezug zum berühmten Film von Ingmar Bergmann. Der mit Elementen des surrealen Films und des Horrorfilms arbeitende Film liefert das Psychogramm eines Künstlers, der sich mit seiner Frau auf eine Insel zurückgezogen hat, wo er von Visionen und Bildern aus seiner Vergangenheit heimgesucht wird. Viele Menschen wachen zwischen zwei und vier Uhr nachts auf und können nicht mehr schlafen. Das ist die sogenannte Wolfsstunde oder Stunde des Wolfes. Die Arbeiten von Gabriele Massaro bestechen mit ihren interschiedlichen Aspekten der Annäherung an das Thema Malerei als Ganzes; da gibt einen Bereich, den er selber als das alltäglich Geschäft des Künstlers/ Malers, das tägliche Arbeiten, bezeichnet: Skizzen, Versuche, Studien, Einfälle, skurrile Nacht-oder Taggedanken. Entstanden in spontanem Prozess, wirken sie auf einfachem Packpapier offen, lebendig und unprätentiös. Sein großes zeichnerisches Talent verknüpft Massaro hier mit seiner unbändigen Phantasie. Fabelwesen, düstere Visionen von Tod, Hölle und Nacht begegnen naturalistischen Studien in barocker Verzückung. Als weiteres thematisiert Massaro den Bereich der Verbindung von Malerei und Real Raum, häufig entstanden aus den oben beschriebenen Skizzen. Der Betrachter*in wird aktiv einbezogen und wird motiviert, Ergänzungen vorzunehmen, das Bild zu vervollständigen. Teilweise gleichen sie Bühnenbildern, schablonengleich werden Motivketten hintereinander gesetzt, wirken dadurch merkwürdig entrückt. Sie geben keinen konkreten Raum vor, vielmehr ist der Bildraum der vom Betrachter* mit Ahnungen und Phantasie zu füllende. Während seines Aufenthalts in Düsseldorf hat sich Massaro intensiv mit seiner unmittelbaren Umgebung beschäftigt. Nahe seiner Residenz, der Sittarderstrasse, befindet sich der Golzheimer Friedhof, mit zahlreichen Gräbern und Relikten aus der vergangenen Epoche Düsseldorfs. Von Schadow und andere bedeutende Künstlerpersönlichkeiten der Stadt haben dort ihre letzten Ruhestädte gefunden. Insbesondere die dort und im Hofgarten vorfindlichen Motive haben ihn inspiriert, eine Bildwelt auf die Leinwand zu bannen, jenseits des profanen Abbildes; es sind memento mori, übertragen in aktuelle Malerei. Die sehr unterschiedlichen Motivreihen gehen zurück auf Massaros Idee einer komplexen Malerei. Er gibt sich nicht zufrieden mit der Behandlung eines singulären Phänomens oder eines begrenzten Motivkreises, vielmehr beleuchtet er mit seinen Werken die vielschichtigen Möglichkeiten der Malerei selbst: hoffentlich ohne von den Wölfen gefressen zu werden.
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Haus der Kunst
Cantieri Culturali Alla Zisa
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